..."E colline che versano Sound"; da qualche giorno ho in testa questo pezzo dei Negrita che parla della Città Degli Angeli vista attraverso il monocolo variopinto e variegato di sound un po' caraibico un po' ritmato, un po' rock e tanto tanto riverberato. E' un'immagine potente perchè ti aspetti che dalle colline arrivi come un fiume bianco, un fiume di musica bella che rapisce e ti trascina più a valle avvolto nelle spirali di eucalipti, caldo umido e sigarette da fumare all'alba di un bel tramonto arancione e rosso. Mi piace il suono che le parole producono nella mia testa anche ora che sono seduto ad una scrivania di mogano circondata da una tragica musica chillout che non posso naturalmente cambiare; è quel piccolo mantra continuo che alla notte, tra un giro di cuscino vuoto e l'altro, ti accompagna fin nei vortici più profondi del sonno; ed è ovviamente lo stesso che la mattina seguente fai gorgogliare sotto la doccia mentre ti scaldi dall'inizio di un inverno che 'st'anno è arrivato a tradimento.
Questo qui è anche il tempo che immagino a L.A.: notti fresche da tirarsi su il lenzuolo fino alle spalle e giorni da girare in pantaloncini e maglioncino legato in vita. La stagione è prodiga di spunti per essere splendidi e felici come in pochi momenti dell'anno; ci sono grandi cose in ballo, grandi cambiamenti per citare una frase del film Mediterraneo. E allora, nella mia anarchia mentale, confondo e sovrappongo queste due colline, che poco hanno in comune: quelle fresche di foglie croccanti di eucalipto cadute a terra a fianco dell'asfalto e quelle calde bollenti di Fuerte in una foto che il mio inconsapevole amore dal 2002 ha scattato qualche anno addietro. C'è in entrambe la stessa magia capace ancora di far aprire la bocca e non far uscire nessun suono...magari lo stesso che mi gira in testa sulla fine dell'estate 2012.
xoxo

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