
Il tempo si è fermato, si è incastrato in qualche punto lungo la strada; il meccanismo dell'orologio che scandisce stagioni, giorni ed ore si è rotto chissà dove. Difficile trovare di nuovo lo slancio per questa carica rotta. Sono in pausa, il mio cervello è in pausa, il mio corpo lo segue a distanza di sicurezza. L'estate brucia veloce come se tutto questo fosse indifferente al mio tentavio di porre rimedio, è quasi autunno, l'asfalto odora ancora di caldo ma già il sole dà i primi segni di stanchezza e si rifugia nell'orizzonte molto prima di quanto non mi aspettassi. Vorrei che questa strana ricerca andasse da qualche parte, vorrei di nuovo che quella molla che fà scorrere la mia vita si disincastrasse e il ticchettio tornasse forte e limpido come prima. La sensazione di non essere mi disturba, mi fà divenire inquieto: ho paura di perdere la capacità di essere quello che ero, ho timore che quella leggera polvere di magia stia scivolando giù per terra. Mi piacerebbe che tutto fosse più chiaro e che la strada davanti a me fosse nuovamente visibile, sono stanco di incespicare in questi orribili personaggi che ormai popolano ogni mio giorno; voglio nuovamente essere padrone di quello che faccio, riportare il gioco sotto le mie scarpe.
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