...che poi, certe cose, in effetti non so se siano davvero importanti. Ma anche oggi, come nel 2007, c'e' il Santana che serpeggia tra gli alberi scuotendoli un po' avanti e indietro e rendendo l'aria instabile e bizzara in un anticipo di caldissima estate. Scatole e scatoloni sono tornati a far parte del mio mondo e, ancora una volta, non ci posso fare nulla. Sono stato messo sulla giostra del " tempo e del bisogno di tempo", ancora, ancora una volta, l'ennesima; l'ennesima incertezza esistenziale si e' scontrata con me e con la mia rigidita' interiore.
E, come sempre, c'e' tutto il solito abbraccio di affetto dovuto al tempo, c'e' il doversi cullare nell'incerto incedere delle cose e delle persone intorno a me. Il tempo ancora si deve dilatare prima di arrivare alla strozzatura finale, dove si fa il nodo, dove si taglia la corda e si getta via. Quadri, libri, oggetti che si attaccano alla mia vita in maniera anomala sono rientrati nel buio degli spazi limitati dalla necessita'. Trovare di corsa un posto, il meno assurdo, il meno brutto e freddo possibile e, ovviamente, ancora una volta vicino ai binari di un treno, costante presenza negli anni che, ormai, son 43 per me e 37 per te anche se non lo sapro' mai e non te lo augurero' mai.
Il tempo riprendera' a scorrere lento nelle sere e nelle mattine, nelle tazze che porto via come un feticcio di una sciocca e inutile rivalsa.
Mi ricordo, ancora una volta, la terza, di un racconto di Brizzi estratto da "l'altro nome del rock" dove le situazioni si sovrappongono perfettamente e combaciano con straziante precisione....una valigia, un'ultima sera, un'ultima sigaretta da fumare e poi la porta, aperta su un mondo vecchio e nuovo al tempo stesso. La mia nuova vecchia vita.

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