…che poi c’era un pezzetto della mia Milano nella tua foto.
C’era come un pezzetto di quella primavera di tanti anni fa, una primavera
sbagliata come questa di oggi: quel tepore del pomeriggio, perfetto per girare
in due sullo Zip sgangherato in sneakers bianche e polo e maglione allacciato
al collo come si usava in Liguria. C’era quell’aria del pomeriggio/sera, del
fermarsi al bar dello Straf a fare aperitivo e poi a casa veloci veloci sul
pavée di Porta Romana per la cena tipica con toast al formaggio e prosciutto
conditi da insalata e maionese mentre si guardava friends su rai2. Quelle cene
che solo a 22 anni riesci a tenere nello stomaco senza svegliarti la mattina
con un gatto morto in bocca. E poi, nell'ora più azzurra di tutte decidere di
uscire ancora per andare al cinema, vestirsi
meglio, con un pizzico di stile in
più, con le scarpe inglesi e una giacca buttata lì, sempre sull’eterna polo; i
tuoi capelli biondi, il tuo profumo REM che sapeva di mare nei giorni azzurri
di tempesta, un po’ come i tuoi occhi chiari di sale e di sole. Ballare lenti
sul parquet scricchiolante di casa osservando la Milano farsi da azzurra sempre
più scura e poi, bislacchi e accesi, fare l’amore nel letto con le lenzuola blu e le stelline bianche… stare lì, oziare sulla pelle e nei baci invece di
uscire a prendere freddo. La finestra aperta sulla scritta “Giulio Pane e Oio”
e su “Legnami", ascoltare le auto passare più lente sul fondo stradale sconnesso sotto casa nostra e addormentarsi raggomitolati, uno dentro l’altro
mentre la nostra Milano ci proteggeva sul bordo di una primavera della fine dei ’90.

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