lunedì 17 febbraio 2020

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…che poi c’era un pezzetto della mia Milano nella tua foto. C’era come un pezzetto di quella primavera di tanti anni fa, una primavera sbagliata come questa di oggi: quel tepore del pomeriggio, perfetto per girare in due sullo Zip sgangherato in sneakers bianche e polo e maglione allacciato al collo come si usava in Liguria. C’era quell’aria del pomeriggio/sera, del fermarsi al bar dello Straf a fare aperitivo e poi a casa veloci veloci sul pavée di Porta Romana per la cena tipica con toast al formaggio e prosciutto conditi da insalata e maionese mentre si guardava friends su rai2. Quelle cene che solo a 22 anni riesci a tenere nello stomaco senza svegliarti la mattina con un gatto morto in bocca. E poi, nell'ora più azzurra di tutte decidere di uscire ancora per andare al cinema, vestirsi 

meglio, con un pizzico di stile in più, con le scarpe inglesi e una giacca buttata lì, sempre sull’eterna polo; i tuoi capelli biondi, il tuo profumo REM che sapeva di mare nei giorni azzurri di tempesta, un po’ come i tuoi occhi chiari di sale e di sole. Ballare lenti sul parquet scricchiolante di casa osservando la Milano farsi da azzurra sempre più scura e poi, bislacchi e accesi, fare l’amore nel letto con le lenzuola blu e le stelline bianche… stare lì, oziare sulla pelle e nei baci invece di uscire a prendere freddo. La finestra aperta sulla scritta “Giulio Pane e Oio” e su “Legnami", ascoltare le auto passare più lente sul fondo stradale sconnesso sotto casa nostra e addormentarsi raggomitolati, uno dentro l’altro mentre la nostra Milano ci proteggeva sul bordo di una primavera della fine dei ’90.

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