venerdì 4 settembre 2009


Sincopato come un ritmo jazz, freddo come il bancone di un bar di periferia,manco di struttura, manco di forza, manco di coraggio, manco di idee. Svuotato come la birra alla fine della festa, come il ricordo di un'estate passata, come tutti i flash che ora attraversano la mia mente veloci come aerei. Sono al punto di partenza, sono di nuovo allo start, chi tira il grilletto alla pistole? Chi fa ripartire la mia corsa? Seduto, vuoto, alla mia sedia rossa, alla mia sedia nera nella mia camera ancora sottosopra, senza un posto per le cose, senza il lenzuolo per coprire la testa mentre dormo, mentre mi sveglio alle 5 sempre con il cuore in gola e con i sogni che mi dicono millle cose. Cosa aspetto? Cosa voglio? che la vita mi passi accanto un'altra volta? E' giusto voler combattere per quello che non si ha più oppure è giusto rassegnarsi e aspettare?? Ma quanto aspettare, quanti giorni, quanti mesi la mia vita resterà sospesa al filo invisibile delle tue mani? Quanto dovrà passare per tornare a fare un respiro senza che i polmoni mi facciano male. Hai ferito, hai straziato, hai corrotto la mia vita con la tua presenza, con il tuo accogliermi e poi gettarmi via come fossi un giocattolo con la carica rotta. Mi restano solo queste parole che non ti arriveranno mai per poter svuotare quel sacco interno enorme, che si gonfia di tristezza ora dopo ora, parola dopo parola...

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