lunedì 4 giugno 2012

Pfedor

I due occhi fessurati di Pfedor mi fissano dal basso dell'erba nuova in un piccolo gioco di scatti e salti contenuti dietro alle api mentre il sole caldo e temprato dal vento, scende lungo la verticale del cancello. L'aria è tersa e illuminata dopo il temporale, la brezza corre sulla pelle e tra le anse dei fiori che ornano il divisorio del giardino. Dall'alto arriva una cover di Fields of Joy in versione acustica con lenta andatura mielosa in chiave chillout. Pfedor mi guarda ancora cercando di capire se lo lascerò entrare in casa..prodigo di veloci corse e di momenti di strusciamento da vero felino in cerca di qualcosa, il suo collare rosso risalta come fuoco sulla pelliccia variegata di nero e di grigio mentre si muove a rincorse da molla impazzita nel tepore di questo tramonto. E' tutto lento, sommesso, perfettamente  si schiude nello spettacolo di una natura a volte prodiga di momenti come questo, attimi che è difficile immortalare, bloccare nel tempo per poterli rileggere quando già avranno il sapore di nostalgia invernale.




L'estate è qui, davanti e intorno a me in un brillante verde striato solo dalle fasce gialle del sole già forte mentre Pfedor scappa attirato dal richiamo della sua scatoletta serale e del suo divano preferito.
buona sera.

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